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Nuovi standard - XML
L'adozione di una tecnologia come SGML su Web, risolverebbe molti dei problemi che ne limitano le potenzialità. Tuttavia SGML ha una complessità tale da renderne assai difficile l'implementazione tecnica. Per questa ragione il W3C ha preferito sviluppare una versione leggera dello standard. Nasce in questo modo Extensible Markup Language (XML), probabilmente il più importante progetto dell'organizzazione a far data dalla nascita di World Wide Web.
Il progetto XML ha avuto inizio alla fine del 1996, nell'ambito della SGML Activity del W3C. Ma l'interesse che ha attirato sin dall'inizio (testimoniato da centinaia di articoli sulle maggiori riviste del settore) ha portato il W3C a creare un apposito gruppo di lavoro (XML Working Group), composto da oltre ottanta esperti mondiali delle tecnologie SGML, ed una commissione (XML Editorial Review Board) deputata alla redazione delle specifiche. Dopo oltre un anno di lavoro, nel febbraio del 1998 le specifiche sono divenute una raccomandazione ufficiale, con il titolo Extensible Markup Language (XML) 1.0. Come di consueto tutti i materiali relativi al progetto, documenti ufficiali, informazioni ed aggiornamenti, sono pubblicati sul sito del consorzio all'indirizzo http://www.w3.org/XML.
XML, come accennato sopra, è un sottoinsieme di SGML semplificato ed ottimizzato specificamente per applicazioni in ambiente World Wide Web. Dunque si tratta di un vero metalinguaggio, che permette di specificare, mediante DTD, molteplici classi di linguaggi di marcatura, e non una semplice applicazione SGML.
Un documento XML "valido" deve essere associato ad una DTD che ne specifica la grammatica. Tuttavia, a differenza di SGML, XML ammette la distribuzione anche di documenti privi di DTD. Questi documenti, che sono definiti "ben formati", hanno una sintassi più rigida rispetto a quella di un documento SGML (e dunque anche di un documento HTML): ad esempio è sempre obbligatorio inserire i marcatori di chiusura negli elementi non vuoti. Per conseguire questo risultato alcune delle caratteristiche più esoteriche di SGML, che ne accrescono la complessità computazionale, sono state eliminate, e sono state introdotte delle novità nella sintassi. Ciò riduce notevolmente la complessità di implementazione di un browser XML, e facilita l'apprendimento del linguaggio (le specifiche constano di venticinque pagine contro le cinquecento dello standard ISO). La semplificazione tuttavia non comporta incompatibilità: un documento XML valido è sempre un documento SGML valido (naturalmente non vale l'inverso). La trasformazione di un'applicazione o di un documento SGML in uno XML è (nella maggior parte dei casi) una procedura automatica.
La pubblicazione delle specifiche del linguaggio vero e proprio non ha esaurito l'attività del gruppo di lavoro nell'ambito del W3C. Infatti il progetto XML prevede anche la definizione di un apposito linguaggio per la costruzione di collegamenti ipertestuali, denominato Extensible Linking Language (XLL), e l'individuazione di uno o più linguaggi per fogli di stile che potranno essere associati ad un documento XML.

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Ultimo aggiornamento 18/01/2005 13:45
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