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Internet e il mercato globale - Valuta di Internet
Quando si parla di vendita e di pagamenti attraverso la rete, la reazione forse più comune da parte dei non addetti ai lavori è più o meno la seguente: "il problema principale del commercio in rete è che fare acquisti su Internet attraverso la carta di credito è troppo rischioso".
Ebbene, non è così. Ormai, il problema degli acquisti in rete attraverso la carta di credito è tecnicamente risolto in maniera soddisfacente, attraverso l'adozione di protocolli di comunicazione sicuri, e di server capaci di garantire, nei casi necessari, l'adozione di tali protocolli. Semmai, resta la questione di scegliere, fra i vari protocolli sicuri adottati, uno standard universalmente accettato. Ma l'utente finale può già adesso essere tranquillizzato: una volta approdato su un sito sicuro (cosa esplicitamente segnalata dal nostro programma di navigazione, sia esso Netscape o Internet Explorer), il proprio numero di carta di credito e i propri dati personali possono essere inseriti senza particolari patemi d'animo.
Il vero problema, il nodo ancora irrisolto, è che la carta di credito, almeno nella situazione attuale, non è lo strumento ideale per ogni tipo di acquisto. E il campo aperto è proprio quello degli acquisti per i quali la carta di credito si rivela una scelta inadatta. In particolare, rientrano in questa categoria tutti i micro-acquisti. Sappiamo infatti che ogni transazione attraverso carta di credito ha un proprio costo. Questo costo è abbastanza basso da poter essere trascurato quando la spesa è di una certa entità. Ma se si trattasse di vendere servizi a micro prezzi come ad esempio l'accesso a porzioni limitate di informazione (ad esempio a una pagina di un giornale on-line, o alle quotazioni di borsa di un determinato giorno), la situazione cambierebbe radicalmente. E la possibilità di poter organizzare anche queste micro-transazioni può essere in certi casi vitale. Un giornale on-line, ad esempio, può rivelarsi una impresa redditizia solo a patto di poter gestire molte micro-transazioni di questo tipo.
La spinta per trovare una soluzione soddisfacente a questo tipo di problema è fortissima. Internet, infatti, si rivela lo strumento capace di abbattere più drasticamente i costi per ogni singola transazione, e dunque probabilmente l'unico strumento adatto alla gestione redditizia di micro-acquisti.
La soluzione probabilmente più innovativa è in questo campo l'adozione di una vera e propria moneta elettronica, la cui gestione sia possibile attraverso software capaci di offrire tutte le garanzie di sicurezza del caso.
E-cash, una forma di moneta elettronica inventata dall'olandese David Chaum e gestita da un consorzio denominato Digicash (http://www.digicash.com/), può fornire un buon esempio delle tecnologie che vengono sperimentate in questo settore. Il funzionamento è semplice: per utilizzare e-cash, è necessario aprire un conto presso una delle banche autorizzate a coniare questa particolare moneta elettronica. All'interno di questo gruppo di banche, che comprende banche fisiche e banche nate in rete, è entrata nell'ottobre 1997 la Deutsche Bank: una presenza di tutto rilievo, che mostra l'interesse con il quale il mondo finanziario internazionale vede il futuro dei pagamenti in rete. Fra le banche in rete, la più famosa è la Mark Twain Bank (http://www.marktwain.com), che effettua già un servizio di conversione di valuta reale in valuta elettronica.
Una volta aperto un conto presso una delle banche emittenti, è possibile ritirare presso di essa o presso il sito Digicash una sorta di portafogli elettronico, ovvero un programma gratuito capace di gestire le nostre cybermonete. Ovviamente il versamento iniziale andrà fatto in maniera tradizionale, attraverso assegni, bonifici, contanti, carta di credito. In cambio si ottengono monete elettroniche che vengono memorizzate, con opportune misure di sicurezza, sul proprio computer. Complesse procedure di cifratura dei dati garantiscono che una moneta elettronica di questo tipo non possa essere falsificata e possa essere spesa solo dal suo proprietario legittimo A questo punto è possibile collegarsi ai negozi convenzionati, pagare con le monete elettroniche (il nostro programma-portafoglio e quello del negozio dialogheranno fra di loro, in maniera criptata e sicura, scambiando la quantità opportuna di monete) e farsi spedire la merce. I negozi poi, periodicamente, incasseranno dalla banca l'equivalente in valuta reale, o (nel caso di una moneta elettronica riciclabile come è appunto e-cash) potranno a loro volta fare acquisti, con le monete elettroniche, presso altri negozi, o grossisti, ecc.
In tal modo, molte micro-transazioni possono venir ridotte, dal punto di vista della gestione di valuta reale, a poche macro-transazioni: il nostro versamento iniziale, che sarà presumibilmente di una certa entità (lo stesso varrà per quelli successivi eventualmente necessari per mantenere coperto il conto), e le periodiche compensazioni fra le banche e i venditori, che riguarderanno cifre più alte, dato che saranno il risultato dell'accumularsi di un gran numero di micro-transazioni.
La moneta elettronica, naturalmente, presenta moltissimi problemi di ordine legislativo, economico, finanziario, politico e addirittura etico. Per rendersene conto, basta pensare a poche questioni cruciali: sappiamo che il diritto di battere moneta è fra quelli che gli Stati controllano più direttamente, in genere attraverso le banche centrali. Questo deve valere anche per il diritto di battere moneta elettronica? La moneta elettronica costituisce o no una forma di valuta? Come controllarne la circolazione, la convertibilità in valuta reale, ed eventualmente i trasferimenti attraverso i confini nazionali resi così facili dal carattere nonterritoriale di Internet? Sarà inoltre necessario da un lato proteggere la privacy del cittadino, garantendo qualcosa di simile al carattere anonimo della valuta reale, in modo da impedire che qualcuno possa facilmente tenere sotto controllo i nostri acquisti (e cioè i nostri gusti, le nostre disponibilità economiche, le nostre scelte di spesa, ecc.). Dall'altro lato, questo dovrà essere fatto senza trasformare la moneta elettronica in un facile strumento per il riciclaggio del denaro sporco, per la realizzazione di speculazioni monetarie illegittime, per l'esportazione illegale di valuta. Inoltre, nel momento di creare un intero sistema di circolazione economica basato su valuta elettronica sarà bene essere molto, ma molto sicuri della effettiva solidità degli algoritmi di cifratura e della sicurezza delle procedure di trasferimento usate.

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Ultimo aggiornamento 18/01/2005 13:45
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