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L’informazione in rete - Uso sociale di Internet
Comunità virtuali
Persone provenienti da ogni parte del pianeta si incontrano in un newsgroup, in un canale IRC o nel loro MUD preferito; discutono di problemi sia personali sia di lavoro, fanno quattro chiacchiere, o semplicemente giocano insieme. Queste persone, usufruendo degli strumenti telematici, arrivano a conoscersi a fondo, con un forte coinvolgimento emotivo ed affettivo; e ciò avviene, nella maggior parte dei casi, senza che si siano mai incontrate di persona.
Le novità e le diversità derivano soprattutto dal peculiare modo di comunicare attraverso la rete: basti pensare al fatto che i rapporti sociali nel ciberspazio sono tuttora prevalentemente affidati alla comunicazione scritta. Questo implica sicuramente delle profonde trasformazioni rispetto ai normali rapporti interpersonali basati sulla conoscenza diretta dell'interlocutore. Gli studi sociologici che finora sono stati svolti sulle comunità virtuali concordano nell'affermare che il ciberspazio ha nei confronti dei suoi frequentatori un effetto disinibente.
Sara Kiesler, psicologa sociale, ha studiato la comunicazione elettronica nel contesto aziendale. I risultati della sua ricerca dimostrano come, nel contesto di comunità lavorative, tassonomie gerarchiche ben delineate vengano attenuate, o addirittura scompaiano, quando i contatti interpersonali sono affidati alla posta elettronica. Molti dipendenti, infatti, rivelano attraverso la corrispondenza elettronica personalità estroverse, acquisendo la capacità di contraddire i propri superiori - rispetto ai quali, durante lo svolgimento delle normali attività lavorative, dimostrano invece goffaggine e timore - e di proporre soluzioni e indirizzi lavorativi personali ed originali.
Questi studi dimostrano quanto siano importanti nella vita quotidiana (anche per veicolare i rapporti gerarchici) messaggi non strettamente verbali come la mimica facciale, il tono della voce, la gestualità. Molti di questi aspetti nel ciberspazio mancano; da un lato, quindi, per l'individuo è più semplice proporsi ad una comunità virtuale: non c'è il rischio di essere discriminati per il proprio aspetto fisico, per il proprio modo di vestire e di muoversi, e, al limite, per il proprio genere o per la propria appartenenza etnica. Dall'altro l'accettazione all'interno della comunità implica un tipo di conoscenza dei propri interlocutori assai diversa da quella tradizionale. Sono frequenti nelle comunità virtuali i casi di mistificazione dell'identità (uno dei fenomeni più comuni è il dichiarare un genere diverso da quello reale), e da parte degli utenti esperti della comunicazione telematica c'è
sempre una certa diffidenza nei confronti dei neofiti.
Per supplire alla mancanza di informazioni non verbali si sono sviluppate nelle comunità virtuali tecniche specifiche. Piccoli espedienti della comunicazione virtuale sono ad esempio gli "emoticons", simboli convenzionali adatti alla comunicazione scritta e in genere da "visualizzare" ruotandoli di novanta gradi, come la faccina triste :-( o quella che sorride :-).
Già con tecniche come CU-SeeMe è possibile una interazione audiovisiva fra le persone connesse alla rete. E con l'avvento della nuova tecnologia ATM (Asyncronous Transfer Mode), che permette collegamenti con larghezza di banda assai maggiore dell'attuale, si può immaginare la diffusione, ormai prossima, di realtà virtuali condivisibili in rete. Non è fantascienza ritenere che tutti i sensi potranno essere, in futuro, coinvolti nella comunicazione telematica. E questi sviluppi avranno ulteriori e rilevanti implicazioni nell'ambito del sociale.
Giochi in rete
I MUD (Multi-User Dungeon: che tradotto significa "prigioni sotterranee multiutente") sono dei giochi di ruolo particolari: gestiti da un computer, interattivi ed accessibili attraverso la rete. Il primo MUD è stato creato nel 1979 da Richard Bartle e Roy Trubshaw. Un MUD consiste in un programma che permette la navigazione contemporanea di più utenti all'interno di un vasto ipertesto. Gli utenti interagiscono non solo con il software ma anche fra di loro, costruendo un passo dopo l'altro (e una scelta dopo l'altra) una complessa avventura collettiva. I MUD di solito sono costituiti da un susseguirsi di ambienti diversi: dopo aver letto la descrizione del luogo e ponderato il da farsi, ogni partecipante può scegliere di muoversi da un ambiente all'altro (i comandi sono generalmente forniti attraverso la tastiera: 'N' per nord, 'S' per sud, e così via). L'interattività del gioco non si limita agli spostamenti:
quasi sempre gli utenti possono raccogliere ed usare oggetti, combattere con altri giocatori o con personaggi controllati dal computer, acquisire particolari poteri, dialogare fra loro, discutere strategie comuni, allearsi... le possibili interazioni sia con il programma sia con gli altri partecipanti al gioco sono numerosissime. Normalmente i giocatori che si trovano nello stesso ambiente si possono vedere (sempre che non siano stati usati incantesimi o filtri capaci di rendere invisibili!) e possono scambiarsi dei messaggi. Quindi uno dei problemi che si pone subito un "muddista" è quello di costruire la propria identità. Questa operazione è particolarmente interessante se si considera che il giocatore accede al MUD attraverso una procedura di login che non riguarda la sua identità reale, ma quella fittizia (e che consente di non perdere nessuna delle caratteristiche acquisite dal personaggio nei collegamenti precedenti).
Per approfondimenti, si può considerare senz'altro la pagina dedicata ai MUD da Yahoo!, all'indirizzo http://www.yahoo.com/Recreation/ Games/Internet_Games/MUDs_MUSHes_MOOs_etc_/. Un ottimo punto di partenza per chi ricerca indirizzi di MUD può essere il sito http://www.mudconnect.com/ che cataloga e recensisce oltre settecento siti che ospitano giochi di ruolo elettronici.
Internet: giochi vecchi e giochi nuovi
La caratteristica interattività di Internet unita alle nuove possibilità offerte da software realizzati con Java, VRML, o comunque nati per essere usati in rete, permette di creare una moltitudine di aree ludiche che possono essere condivise da tutti gli utenti della rete e che hanno la funzione di vere e proprie sale giochi. Un sito interessante da dove partire, come al solito, per una ricerca è la pagina http://www.yahoo.com/Recreation/Games dove si trovano link per le principali raccolte di software ludico ed i principali siti dedicati al gioco.
Dalla pagina di Yahoo! Games (http://play.yahoo.com/) si ottiene l'accesso ad una interessante area dedicata a giochi, ai quali partecipare attraverso la rete ed in tempo reale. Da Yahoo! Games è così possibile giocare a: Backgammon, Scacchi, Go, Reversi, Bridge, Gin, Poker, ecc.
Per accedere ai giochi è sufficiente riempire un modulo dando i nostri dati anagrafici e specificando l'indirizzo di posta elettronica. Si avvia poi una procedura di login: ci si fa cioè riconoscere dal server entrando con il nostro user name e fornendo la nostra password. Lo user name funge anche da pseudonimo e ci rende univocamente identificabili da tutti i nostri compagni di gioco.
Dalla home page di Yahoo! Games si può accedere a varie stanze, ognuno dedicato ad un gioco diverso. In ogni stanza ci sono diverse salette che servono a dividere i giocatori a seconda del loro livello di esperienza e capacità, in modo da assicurare il divertimento a tutti. Una volta entrati nella stanza prescelta, potremo controllare la lista di tutti i convenuti e scambiare quattro chiacchiere. Si arriva all'incontro vero e proprio sedendosi ad uno dei tavoli disponibili o creandone appositamente uno nuovo.
Un gioco nato e cresciuto per la rete è Acrophobia ( http://www.bezerk.com). Per giocare si scarica dalla rete un programmino client grande circa 1 Mb. Scaricato ed installato il software avremo la possibilità di partecipare insieme ad altri utenti della rete ad una gara di acronimi: il server invia una sequenza di lettere che compaiono sul monitor di tutti i giocatori connessi. Una voce esorta a comporre un acronimo usando come iniziali le lettere scelte dal server, se entro il tempo limite avremo prodotto una frase di senso più o meno compiuto ci sarà possibile partecipare ad una votazione on-line. Tutti i giocatori indicano l'acronimo preferito e automaticamente il server proclama il vincitore ed assegna i punteggi in base alle votazioni.
Home page personali
Uno fra gli aspetti più interessanti e innovativi di Internet come strumento di interazione sociale è rappresentato dalle home page personali.
Inserire in rete pagine informative è ormai un compito alla portata di tutti. In una situazione di questo tipo è abbastanza comprensibile la tendenza ad utilizzare Internet non solo per immettervi la versione elettronica di documenti corrispondenti a modelli comunque familiari, come il programma di un convegno, un articolo scientifico, un depliant pubblicitario, ma anche come veicolo di comunicazione più informale, meno prevedibile e soprattutto personale.
Questa possibilità crea uno spazio nuovo: ogni utente ha a disposizione una propria pagina attraverso la quale presentarsi, e nella quale inserire materiale informativo che possa caratterizzarlo agli occhi della comunità degli altri frequentatori della rete.
Le home page personali diventano uno strumento di presentazione, di autopromozione e di formazione di una "identità di rete": gli altri avranno una immagine di noi costruita a partire dalle informazioni che rendiamo disponibili - in genere un curriculum, spesso fotografie, frammenti della nostra attività (articoli, ma anche immagini o suoni), e soprattutto notizie e curiosità sugli argomenti che ci interessano. Un appassionato di musica rock o di cinema potrà ad esempio inserire in rete pagine dedicate ai musicisti o ai registi preferiti, un appassionato di cucina potrà condividere le proprie ricette, un escursionista potrà presentare i propri itinerari o raccontare l'ultimo viaggio. Frequenti sono notizie sul proprio partner, "album" di storia familiare e personale.
La funzione di questo "biglietto da visita" in rete può essere anche autopromozionale: il curriculum ed eventualmente degli esempi di lavoro permettono a potenziali interlocutori di farsi un'idea delle competenze, delle capacità. La raccolta di pagine personali forse più impressionante è quella ospitata da Geocities (http://www.geocities.com), una vera e propria comunità virtuale organizzata in quartieri ("neighborhoods") fortemente caratterizzati. Troviamo così le pagine degli "abitanti" di sottocomunità quali Athens (per gli amanti di letteratura e filosofia), Broadway (per gli amanti di teatro e musical), Hollywood (cinema e TV), SoHo (per artisti e poeti), Vienna (musica classica, opera e balletti). Al momento i quartieri virtuali di Geocities sono 39, con un numero complessivo di "abitanti" che è arrivato nell'aprile 1998 a superare il milione e seicentomila.
L'apertura di un proprio sito su Geocities è gratuita, anche se è richiesto un numero minimo di interventi di manutenzione e di visite: in sostanza, per aprire un sito occorre essere disposti a lavorarci sopra per renderlo vivo e vitale e per attirare visitatori esterni.
In Italia, la maggior parte dei provider mette a disposizione dei propri utenti la possibilità di inserire in rete pagine personali. Potete così ad esempio dare un'occhiata alle home page ospitate da MC-link (l'elenco completo è alla URL http://www.mclink.it/personal/pers.html), da Italia On Line (alla URL http://users.iol.it/elenco.html), da Telecom Italia Net (http://www.tin.it/space/index.html), da Agorà (http://www.agora.stm.it/htbin/wwx?ciao). Un elenco piuttosto ricco di pagine personali italiane è offerto da Virgilio (http://www.virgilio.it/guida_ita/16.html). Un elenco di pagine personali di donne, che fornisce una interessante immagine del Web femminile in Italia, è dato dal sito "
Signore italiane del Web", raggiungibile alla URL http://www.geocities.com/Paris/LeftBank/8580/Ladies.html.
La rete per i portatori di handicap
L'informatica ha migliorato sensibilmente la qualità di vita di diverse categorie di disabili. Schermi e stampanti braille, schede per la sintesi vocale, scanner e programmi di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) permettono a un non vedente di leggere un testo digitalizzato nella più completa autonomia; speciali programmi che si interfacciano con le schede di sintesi vocale consentono di navigare in Internet. Persone affette da handicap motorio possono utilizzare un computer (in grado a sua volta di facilitare l'interazione con il mondo esterno) attraverso tastiere semplificate e di grandi dimensioni; e grazie alle interfacce/casco capaci di sostituire il mouse utilizzando i movimenti del capo ed il riconoscimento vocale.
La telematica va oltre il supporto che può offrire la sola informatica; con un computer ed un modem non solo il disabile vede aumentare la propria autonomia, ma ha la possibilità di uscire almeno in parte dall'isolamento sociale che in molti casi l'handicap porta con sé. Nel ciberspazio, dove la corporeità si sublima fino a scomparire, non esistono barriere architettoniche, e le comunità virtuali non hanno alcun bisogno di distinguere la persona portatrice di handicap dagli altri.
Attraverso Internet un disabile ha la possibilità di socializzare in maniera autonoma, senza essere posto in situazioni di disagio e di inferiorità; il telelavoro può consentirgli l'inserimento in una vita lavorativa attiva in situazioni in cui gli spostamenti fisici sarebbero problematici o impossibili.
Questo insieme di opportunità richiederebbe tuttavia, per essere sfruttato adeguatamente, supporti e competenze adeguati; purtroppo, soprattutto in Italia, gli investimenti economici e di ricerca in questo campo sono limitati, e molte fra le possibilità più interessanti restano inesplorate. Un primo passo è stato comunque compiuto dalle reti civiche di Roma, Milano e Bologna, che mettono a disposizione dei gestori di BBS strutture telematiche comunali, e offrono visibilità gratuita sulla rete Internet.
Attualmente hanno pagine dedicate all'handicap i server dei comuni di Bolzano, Bologna, Roma e Torino (i relativi link sono disponibili partendo dalla pagina http://www.mclink.it/mclink/handicap/). L'obiettivo da raggiungere dovrebbe essere la fornitura dell'hardware necessario al disabile, compreso l'accesso alla rete, e la costituzione di un nodo Internet di riferimento dedicato alle problematiche ed all'assistenza dei disabili in Italia.
Per la diffusione di una cultura telematica di ausilio al portatore di handicap sono sorte nel mondo diverse aree di discussione specifiche (ricordiamo ad esempio il newsgroup misc.handicap) e molti siti World Wide Web. Interessante è anche il sito dei volontari dell'Orsa Minore (http://www.esrin.esa.it:8080/handy/it_home.html), che comprende un indice aggiornato e completo di risorse Internet dedicate all'handicap, e un elenco di moltissimi prodotti software distribuiti gratuitamente attraverso la rete e specificamente studiati per le persone portatrici di handicap. Degna di attenzione è anche l'operazione svolta da un gruppo di volontari attraverso il sito http://www.handimpresa.it ; l'idea è quella di mettere in comunicazione diretta gli imprenditori e i disabili per un migliore inserimento dei portatori di handicap nel mondo del lavoro.
Da un lato i disabili potranno automaticamente inserirsi nel database compilando, via Internet, un modulo; dall'altro gli imprenditori che decidono di sostenere l'iniziativa possono avere tutte le informazioni necessarie agli sgravi fiscali ed alle facilitazioni inerenti all'assunzione di personale portatore di handicap.
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