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World Wide Web - Estensioni di Internet
Java
L'introduzione di Java rappresenta probabilmente la più importante innovazione nell'universo della telematica in generale, e di Internet in particolare, dopo la creazione di World Wide Web. Java, che deve il suo nome a una varietà di caffè tropicale, è un linguaggio di programmazione. La sua origine è molto singolare: questo linguaggio, sviluppato dalla Sun Microsystem, una delle maggiori aziende informatiche del mondo, è stato ideato per essere incorporato nei microchip che governano gli elettrodomestici. Per molti anni è rimasto un semplice prototipo, finché intorno al 1995 la Sun ha deciso di farlo evolvere, per proporlo come linguaggio di programmazione per Internet.
Le caratteristiche che fanno di Java uno strumento rivoluzionario sono essenzialmente due: in primo luogo, grazie alla sua umile origine, è un linguaggio di programmazione intrinsecamente multipiattaforma. Un programma scritto in Java può essere eseguito indifferentemente su ogni sistema operativo e su ogni piattaforma senza subire modifiche. In secondo luogo Java è progettato appositamente per lo sviluppo di applicazioni distribuite. Questo significa che un'applicazione Java può essere costituita da più moduli, residenti su diversi computer, in grado di interoperare attraverso una rete telematica.
A queste due caratteristiche fondamentali se ne aggiunge una terza che rende l'integrazione di Java con Internet ancora più profonda: un programma Java può essere inserito direttamente all'interno di una pagina Web. Queste versioni Web dei programmi Java si chiamano applet, e vengono incluse nei documenti Web attraverso uno speciale marcatore del linguaggio HTML: <applet>. Ogni volta che il documento ospite viene richiesto da un browser, l'applet viene inviato dal server insieme a tutti gli altri file multimediali: se il browser è in grado di interpretare il linguaggio, il programma viene eseguito. In questo modo le pagine Web possono animarsi, integrare suoni in tempo reale, visualizzare video ed animazioni, presentare grafici dinamici, trasformarsi virtualmente in ogni tipo di applicazione interattiva.
Con Java i programmi viaggiano attraverso la rete insieme ai contenuti. Se ad esempio qualcuno sviluppa un nuovo formato di codifica digitale per le immagini, e intende utilizzarlo per distribuire file grafici su World Wide Web, può scrivere un interprete per quel formato in Java, e distribuirlo insieme ai file stessi. In questo modo ogni browser dotato di interprete Java sarà in grado di mostrare i file nel nuovo formato. Inoltre lo stesso codice funzionerebbe nello stesso modo su ogni piattaforma per la quale esistesse un browser dotato di interprete Java.
Le potenzialità di questa tecnologia hanno naturalmente destato subito una grande attenzione nelle varie aziende che producono browser per Web. Anche in questo caso la più dinamica è stata Netscape, che ha integrato un interprete Java sin dalla versione 2 del suo browser. Attualmente il Netscape supporta Java su tutte le piattaforme. Microsoft si è allineata molto presto, integrando Java a partire dalla versione 3 di Explorer.
Un aspetto particolare legato alla tecnologia Java è quello della sicurezza informatica. Per evitare problemi agli utenti, l'interprete del linguaggio è dotato di potenti sistemi di sicurezza, che impediscono ad un programma di interagire direttamente con il sistema: infatti un programma Java viene eseguito da una Java Virtual Machine, che è isolata dal sottostante hardware. In questo modo, dovrebbe essere limitata la possibilità di scrivere e diffondere attraverso la rete pericolosi virus informatici.
Dal punto di vista informatico, Java rientra nella categoria dei linguaggi orientati agli oggetti (object oriented): in questo tipo di programmazione, i programmi sono visti come società di oggetti, ognuno dotato di capacità particolari, che possono comunicare tra loro e scambiarsi dati; quando un oggetto ha bisogno di una certa operazione che non è capace di effettuare direttamente (ad esempio scrivere i risultati di un calcolo su un file), non deve fare altro che chiedere i servizi di un altro oggetto.
HotJava
Insieme al linguaggio la Sun ha sviluppato un browser Web interamente scritto in Java: HotJava. Nato come prototipo usato dalla Sun per elaborare Java e per mostrarne le potenzialità, HotJava è stato il primo a prevedere un pieno supporto per il linguaggio.
Nel momento in cui scriviamo è disponibile la versione 1.1.2. HotJava è distribuito in due versioni: una per la piattaforma Unix della Sun, il Solaris, ed un'altra per Windows 95 e Windows NT. Sono entrambe liberamente prelevabili all'indirizzo http://www.javasoft.com (dove si trovano anche i kit di sviluppo e la documentazione completa relativa al linguaggio).
Sebbene non offra per ora i requisiti necessari a proporsi come browser per un uso a regime, HotJava presenta delle caratteristiche tecnologiche veramente innovative. Infatti a differenza di Netscape ed Explorer, che interpretano di volta in volta il codice Java ricevuto dalla rete, e poi lo cancellano, HotJava si evolve in modo dinamico
Questa flessibilità è dovuta al fatto che il browser è stato implementato a sua volta in Java, e dunque può integrare i nuovi moduli di programma in modo permanente. Se un programmatore sviluppa una applicazione di rete che si basa su un protocollo completamente nuovo, HotJava può imparare a manipolare il nuovo protocollo automodificandosi, mentre gli altri browser (visto il modo in cui è implementato il supporto Java, per il momento) debbono essere ricompilati dal produttore.
A prova della bontà del progetto,anche Netscape ha annunciato una prossima versione del proprio browser interamente realizzato in Java.
Javascript
Si tratta di un mini linguaggio di scripting, dotato di una sintassi simile a quella di Java, ma molto più semplice.
Uno script è un piccolo programma il cui codice viene inserito all'interno di una pagina HTML, mediante il tag <SCRIPT>, ed interpretato dal browser. La funzione di queste piccole applicazioni consiste nell'introdurre estensioni all'interfaccia di una pagina Web o del browser, come pulsanti che attivano procedure, controllo del formato di dati in un campo di immissione o piccoli effetti di animazione (ad esempio del testo che scorre nella barra di stato del browser). In questo modo è possibile aumentare le potenzialità interattive di una pagina Web senza ricorrere allo sviluppo di plug-in o di applet Java, attività che richiedono una competenza da programmatore.
Javascript è stato introdotto da Netscape nella versione due del Navigator; a partire dalla versione tre, anche Microsoft Explorer è in grado di interpretare script codificati con questo mini linguaggio. Recentemente la European Computer Manifacturers Association (ECMA) ha avviato un progetto per realizzare una versione standard di questo linguaggio denominata ECMA Script.
ActiveX
ActiveX è una tecnologia sviluppata dalla Microsoft per introdurre su Web pagine dinamiche e applicazioni interattive. Può essere considerata come la risposta del gigante dell'informatica mondiale sia a Java che ai plug-in.
Infatti ActiveX permette di incorporare all'interno delle pagine Web oggetti software attivi e di controllarne il comportamento e l'interazione con il browser. Naturalmente il browser deve avere il supporto all'architettura ActiveX per interpretare ed eseguire gli oggetti, denominati tecnicamente "controlli". Per il momento l'unico browser dotato di queste capacità in modo nativo è Microsoft Explorer. Tuttavia anche Netscape Navigator può visualizzare pagine con controlli ActiveX, grazie ad un apposito plug-in, ScriptActive, sviluppato dalla Ncompass. ScriptActive è un software distribuito con la formula shareware su Web, all'indirizzo http://www.ncompasslabs.com.
Un controllo può essere un programma con una sua interfaccia utente, un interprete di un formato di documenti proprietario, un visualizzatore di file multimediali, o un qualsiasi modulo software. Quando il browser riceve una pagina Web che integra dei controlli, li esegue automaticamente, ereditandone i comandi e le funzioni.
Gli oggetti ActiveX, inoltre, possono essere eseguiti da ogni applicazione dotata di supporto ActiveX, tra cui si annoverano la maggior parte dei più evoluti programmi per Windows 95.
Oltre ai controlli, ActiveX provvede anche un linguaggio di scripting, VBscript. Come si può inferire dal nome, si tratta di un mini linguaggio di programmazione derivato dal noto Visual Basic della Microsoft. Il codice VBscript viene inserito direttamente all'interno delle pagine HTML, e viene interpretato dal browser. La sua funzione è uguale a quella di Javascript. Un programma VBscript, inoltre, permette di controllare il comportamento degli oggetti software all'interno della pagina Web.
Un software dotato di supporto ActiveX, infine, è in grado di visualizzare e modificare i documenti prodotti dalle applicazioni Office della Microsoft, ed in generale da tutti i programmi che rispondono alle specifiche OLE 2. L'uso di questa tecnologia permette dunque un altissimo livello di integrazione fra le risorse locali e le risorse di rete; e i nuovi programmi Microsoft, come quelli che compongono la suite Office 97, hanno fra le proprie innovazioni principali proprio la capacità di sfruttare appieno questa integrazione.
Dal punto di vista dell'utente ActiveX presenta notevoli innovazioni rispetto ai plug-in. La più interessante è l'installazione automatica e la certificazione: quando Explorer riceve una pagina che usa un controllo non presente sul sistema appare una finestra di dialogo che mostra il certificato di garanzia del software e chiede all'utente il permesso di trasferire ed installare il modulo; se la risposta è affermativa il controllo viene scaricato e installato automaticamente. I certificati aiutano l'utente a gestire la sicurezza del suo sistema: infatti è possibile configurare Explorer, indicando da quali fonti accettare software e da quali imporre restrizioni, attraverso i comandi di configurazione della protezione.
Audio e video in tempo reale
Come abbiamo già detto, le pagine Web possono ospitare al loro interno molteplici forme di informazione multimediale: immagini, suoni, animazioni, grafica vettoriale, filmati. In condizioni normali, per visualizzare queste informazioni un client deve necessariamente attendere che la ricezione del file che le contiene sia terminata. Questo si dimostra un grosso limite alla diffusione di applicazioni multimediali su Internet.
Infatti i formati di file multimediali, in linea generale, tendono ad essere molto grandi, e questo è particolarmente vero per i filmati. Conseguentemente, l'utente che non ha la fortuna di possedere un collegamento Internet ad alta velocità, è costretto ad attendere diverse decine di minuti per vedere pochi secondi di immagini in movimento, in una piccola finestra del suo schermo... magari per accorgersi che non ne valeva la pena. Inoltre, queste tecniche di trasferimento impediscono la trasmissione e la ricezione di audio e video in tempo reale.
Per ovviare a queste limitazioni è stata sviluppata una classe di tecnologie che viene collettivamente indicata con il termine di data streaming, flusso di dati; in particolare sono interessanti le tecnologie di streaming audio e video. Si tratta di un sistema che permette di inviare filmati o suoni digitali sotto forma di un flusso continuo di dati, che un client è in grado di interpretare in tempo reale, man mano che arriva. In questo modo la riproduzione può iniziare immediatamente, mentre la ricezione della parte restante avviene simultaneamente, in background.
Lo streaming, dunque, rende possibile applicazioni come la telefonia, la radiofonia e la televisione via Internet, senza richiedere alcuna infrastruttura straordinaria. Infatti, per conseguire una riproduzione fluida è sufficiente disporre di una banda passante minima e costante, in genere alla portata degli attuali modem (anche se non sempre questo si può dire dei grandi canali di connessione della rete, che soffrono di sempre maggiore congestione ed affollamento).
Dal punto di vista qualitativo, la trasmissione via rete di informazioni sonore ha raggiunto ormai livelli simili, e in qualche caso superiori, a quella via etere. Diverso, naturalmente, il discorso per il video: per il momento, ci si deve accontentare di immagini racchiuse in piccole finestre, accompagnate da un audio di scarsa qualità, spesso neanche in sincronia.
Per avvalersi dello streaming audio e video, ovviamente, è necessario far uso di software dedicati. Infatti i file utilizzati in queste applicazioni sono codificati in formati speciali, ottimizzati e compressi per aumentare l'efficienza e la stabilità del flusso di dati. Le architetture proposte in questo ambito sono diverse, e poiché si tratta di un settore in continua evoluzione, è assai difficile dire con certezza quale si affermerà come standard.
RealAudio
Nel settore dello streaming audio il protagonista indiscusso è RealPlayer (il nuovo nome di RealAudio), sviluppato dalla RealNetworks. Si tratta di un'applicazione che permette la ricezione in tempo reale di file sonori (e video, nelle ultime versioni) tramite Internet, rendendo possibile la creazione di vere e proprie stazioni radio digitali in rete.
La qualità del suono digitale in formato RealPlayer è funzione della velocità di connessione: ottima se si dispone di una connessione veloce (come ISDN, o superiore), comunque buona anche con modem da 28.800 bps. Naturalmente la qualità effettiva della riproduzione dipende anche dalla scheda sonora installata sul computer e dai diffusori ad essa collegati, nonché dalla situazione del traffico di rete, che spesso impedisce di sfruttare appieno la velocità del modem.
RealPlayer è disponibile gratuitamente su Web all'indirizzo http://www.real.com, per piattaforme Windows, Macintosh e Unix. Il programma, giunto alla versione 5, funziona sia come lettore autonomo, sia come plug-in per Netscape o controllo ActiveX per Internet Explorer. Il processo di installazione è molto semplice: individua in modo automatico i browser disponibili sul computer, e guida l'utente in tutti i passi necessari.
Una volta eseguita l'installazione, è possibile accedere ai molti siti che trasmettono, in diretta o in differita, file sonori in formato RealPlayer. L'accesso alle risorse sonore avviene attraverso le pagine Web, nelle quali sono stati inseriti dei link ipertestuali, o dei comandi per l'invio automatico di stream audio.
Il riproduttore viene avviato automaticamente appena inizia il trasferimento del file.
I siti che offrono servizi RealPlayer su Internet sono molti, e aumentano costantemente. In alcuni casi si tratta di vere e proprie radio che trasmettono in tempo reale; altrimenti si trovano registrazioni in differita. Per quanto riguarda i contenuti, si va dalla musica alle trasmissioni politiche ed informative, fino ad interviste con i protagonisti della rivoluzione digitale. Per avere un elenco di queste risorse, consigliamo di vistare la Home page della Progressive Network, e l'elenco di siti Yahoo!, nella sezione dedicata a RealPlayer.
Se conoscete l'inglese, invece da non perdere la radio Internet legata alla rivista HotWired, il cui indirizzo è http://www.talk.com.
Web TV
Tra le tecnologie innovative che stanno trasformando il volto di World Wide Web, lo streaming video probabilmente è quella che suscita i maggiori entusiasmi. La ragione di tanto interesse va ricercata nel fatto che essa rende possibile, seppure in forma ancora rudimentale, la diffusione su World Wide Web di materiali audiovisivi in tempo reale. Per indicare questa forma di televisione via Internet è stato anche coniato un termine apposito: webcasting - contrazione di "Web" e "broadcasting".
In realtà, le attuali potenzialità delle tecnologie di streaming video sulla rete sono assai distanti dagli standard qualitativi richiesti da una vera e propria diffusione audiovisiva di livello televisivo. Per il momento, occorre accontentarsi di video racchiusi in piccole finestre, accompagnati da un audio caratterizzato da un notevole tasso di distorsione e non sempre sincronizzato con le immagini. Inoltre, sebbene in teoria la velocità di scorrimento delle immagini non sia lontana dalla soglia della percezione naturalistica, raramente la riproduzione presenta una sufficiente fluidità. Nella maggior parte dei casi le sequenze video diffuse su Internet sono frammentate, e non di rado si interrompono per diversi secondi. Per conseguire dei risultati ragionevolmente buoni è necessario disporre almeno di un collegamento ISDN, anche se la causa maggiore di questi difetti in realtà è nella inadeguatezza delle grandi infrastrutture della rete.
In conseguenza della novità e del notevole interesse destato da questa tecnologia, il panorama dei software per lo streaming video è più articolato di quello per l'audio, dove RealPlayer è ormai uno standard di fatto. Tra le varie architetture che competono in questo settore le tre più diffuse sono: VDOLive, VivoActive, e RealVideo. Le relative prestazioni dal punto di vista dell'utente non differiscono in modo sostanziale, mentre divergono le tecnologie di implementazione dal lato server.
VDOLive è stato sviluppato dalla VDOnet. Il riproduttore di streaming video in formato VDO, disponibile solo per le varie piattaforme Windows, viene distribuito gratuitamente su Web, all'indirizzo è http://www.vdo.net, ed è inoltre incluso nella distribuzione completa di Internet Explorer 4. La procedura di installazione è completamente automatizzata, e non richiede alcun intervento da parte dell'utente.
VDOLive Player funziona sia come applicazione autonoma che come plug-in o controllo ActiveX. Questo rende possibile l'inserimento di una finestra video direttamente all'interno di una pagina Web. I video che non sono annidati dentro una pagina Web possono essere visualizzati sia all'interno della finestra principale del browser, sia nella finestra del programma in modalità autonoma. Naturalmente, usato con browser diversi da Netscape Navigator e Microsoft Explorer, VDOLive Player si comporta come una normale applicazione di supporto esterna.
Il funzionamento del programma integrato con i browser è molto semplice. La riproduzione viene avviata automaticamente appena si scarica una pagina che include un oggetto VDO. Premendo il pulsante destro del mouse sulla finestra video compare un menu contestuale che permette di interrompere l'azione.
In modalità autonoma l'interfaccia di VDOLive Player è più articolata. Sotto la finestra video vera e propria sono collocati i pulsanti di controllo play e stop; indicatori dello stato di ricezione e la barra di regolazione del volume audio.
Esistono molti siti Web che usano la tecnologia VDO per trasmettere immagini, sia in diretta che in differita. Un elenco aggiornato viene curato dalla stessa VDOnet, sul sito Web VDOGuide (http://www.vdoguide.com), dove potrete trovare anche informazioni, manuali e schede tecniche. Per esempio il sito di Up to the minute, realizzato dalla CBS (http://www.uttm.com), una delle maggiori televisioni statunitensi, che invia periodicamente servizi e notiziari. In virtù di un accordo con la NASA, vengono trasmesse in formato VDO (http://www.spacezone.com/sched.htm) immagini in diretta di tutte le missioni Shuttle, incluse immagini inviate direttamente dalla navicella in orbita e interviste con gli astronauti. Se non sono in corso voli, è comunque possibile vedere i materiali registrati dell'ultima missione.
La seconda applicazione di streaming video è realizzata dalla Vivo Software, e si chiama VivoActive. Il riproduttore, arrivato alla versione 3 e disponibile su Web all'indirizzo http://www.vivo.com, è distribuito in due versioni: come plug-in Netscape o come controllo ActiveX, entrambe funzionanti solo su piattaforma Windows. La versione ActiveX si giova della tecnologia di autoinstallazione dell'architettura Microsoft: quando Explorer riceve per la prima volta una pagina Web contenente uno stream video in formato Vivo, automaticamente scarica il modulo di riproduzione e lo installa sul sistema.
I file in formato VivoActive possono essere ottimizzati alla fonte per diverse velocità di ricezione (ad esempio: 14.4 Kbps, 28.8 Kbps, ISDN). Normalmente i siti Web che offrono video in questo formato mettono a disposizione diverse versioni dello stesso video: al fine di ottenere i migliori risultati l'utente deve avere cura di scegliere la versione ottimizzata per il suo livello di collegamento.
La riproduzione di un video inizia automaticamente appena inizia la ricezione dei primi frame.
Anche i siti Web che usano la tecnologia VivoActive sono molto diffusi. Un elenco aggiornato è curato dalla stessa Vivo software nella pagina Gallery (http://www.vivo.com/gallery/gallery.htm).
Per avere un quadro delle possibilità di sviluppo futuro della tecnologia Vivo, va comunque tenuto presente che nel marzo 1998 la RealNetwork ha acquistato la Vivo Software: in sostanza, VivoActive è stato acquistato da uno dei suoi principali concorrenti, RealVideo. È dunque probabile che nel prossimo futuro il formato Vivo tenda a sparire come formato autonomo, e che alcuni aspetti della sua tecnologia confluiscano in quella adottata da RealVideo.
RealPlayer, sviluppato dalla RealNetworks, è il più giovane tra i sistemi di streaming video per Internet, ma grazie anche alla posizione di leader di fatto della RealNetwork nel settore dello streaming audio, ha conquistato consensi in maniera rapidissima. Rispetto alle due applicazioni precedenti, presenta dei sensibili miglioramenti nelle prestazioni, soprattutto dal lato audio. Questo progresso è reso possibile dal fatto che il sistema RealPlayer integra la tecnologia RealAudio, di cui è una diretta evoluzione: conseguentemente è in grado di riprodurre file sonori a 16 bit, in qualità stereo.
Il programma di visualizzazione è disponibile in due versioni: una versione standard, distribuita gratuitamente all'indirizzo http://www.real.com e inserita nella distribuzione completa di Internet Explorer 4 (al momento, tuttavia, la versione distribuita con Explorer non è la più recente, rappresentata da RealPlayer 5), e una avanzata (Plus), che invece viene venduta. Entrambe sono disponibili, al momento, solo su piattaforma Windows.
RealPlayer, al pari di VDO, può operare sia come applicazione autonoma sia come plug-in e controllo ActiveX. Il funzionamento del programma nelle varie modalità è sostanzialmente identico.
RealPlayer è un'architettura molto recente, ma i siti che la hanno adottata sono cresciuti moltissimo nell'ultimo anno. Tra questi spicca Timecast (http://www.timecast.com), ottimo punto di riferimento per lo streaming audio e video. Timecast ha affidato al noto regista Spike Lee la produzione di tre piccoli clip originali, da distribuire su Internet. Si tratta del primo esempio di video d'autore realizzati esplicitamente per la diffusione via Internet.
Fra le altre applicazioni interessanti di RealVideo, merita una menzione quella avviata in Italia dal Progetto Nettuno, un consorzio nato per la realizzazione di corsi universitari a distanza. Il progetto Nettuno ha messo a disposizione su Internet in streaming video un intero corso di lezioni, per un totale di decine di ore di materiale video; la URL è http://projects.elis.org/mpp/video-gallery.htm.
Ricordiamo infine che anche la Microsoft ha sviluppato un suo sistema di streaming audiovideo, basato sulla sua nuova piattaforma multimediale ActiveMovie. Il sistema si chiama Netshow, ed il software di riproduzione, Netshow On Demand Player, viene distribuito gratuitamente, come controllo ActiveX, sul sito della stessa Microsoft, all'indirizzo http://www.microsoft.com/netshow. Questa tecnologia, peraltro, fa parte della dotazione standard della nuova versione di Explorer. Ma la distribuzione assieme ad Explorer dei visualizzatori per RealVideo e VDOPlayer lascia pensare che la Microsoft non sia al momento impegnata in una vera e propria guerra nel settore dello streaming.
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