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Reti di computer - Il progetto Internet II

Il progetto Internet II
Il futuro di Internet sembra venire principalmente dagli USA. Il nome Internet II indica un ambizioso progetto che coinvolge istituzioni governative e federali americane, decine di università, e grandi aziende del settore informatico e delle telecomunicazioni. Il programma Internet II si propone come scopo principale quello di aumentare in maniera consistente la portata delle linee della rete, e realizzare quindi una pesante ristrutturazione delle sue architetture software ed hardware. Come già nel primo periodo di attività di Internet, le università serviranno da cavie per una serie di nuove applicazioni telematiche che potranno, una volta testate a dovere, essere diffuse a livello mondiale.
Una delle prime forme di sperimentazione in questa direzione è stata attuata con il VBNS (Very High Bandwidth Network Service) della NSF (National Science Foundation), una rete sperimentale operativa dall'aprile del 1995. VBNS si avvale della collaborazione di aziende del calibro della MCI e di gruppi di ricerca come il Cornell Theory Center ed il National Center for Supercomputing Applications (NCSA).
Altre iniziative che hanno lo stesso scopo sono: la NGI (Next Generation Internet) sponsorizzata direttamente dal governo americano; l'Internet II Consortium; ed IPng (IP next generation) che punta alla diffusione di versioni sempre più avanzate del protocollo TCP/IP, la lingua base per la trasmissione dati sulla rete.
Il lavoro di questi gruppi di ricerca ha evidenziato come sia necessario agire non solo con il potenziamento delle linee e delle strutture hardware della rete, ma anche con cambiamenti nell'architettura dei protocolli. Uno dei lavori attuali è la messa a punto di IP (Internet Protocol) versione 6 (mentre oggi si utilizza la versione 4).
Le potenzialità commerciali di Internet II sono enormi: basti solo pensare che il "video on demand"via Internet (una televisione interattiva, attraverso la quale l'utente ha la capacità di costruirsi un personale palinsesto televisivo) potrebbe sostituire almeno una parte dell'attuale programmazione televisiva (ad esempio i canali tematici, che proprio in questi anni stanno conoscendo un forte sviluppo). Tutto ciò, a detta degli esperti, dovrebbe iniziare a concretizzarsi, almeno fra le istituzioni accademiche americane(quindi perfettamente funzionante ma non disponibile al grande pubblico), nel giro di 3-5 anni.

 

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Ultimo aggiornamento 18/01/2005 13:45
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